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SCALIA INTERVIENE SUL PROBLEMA DELLE CARCERI DA UNA VISUALE DIVERSA

Attività illecite nei carcere, un problema che non può e non deve essere sottovalutato. E' di ieri la notizia della condanna di un boss della 'ndrangheta, accusato di estorsione nei confronti di altri detenuti, mentre era rinchiuso nel carcere di Marassi, a Genova. In Italia la situazione è grave ed è conseguenza di un sistema carcerario non adeguato alle esigenze. Gli operatori della polizia penitenziaria, quotidianamente, sono costretti a lavorare in condizioni di emergenza e pericolo. Con organici ridotti ai minimi termini devono tenere a bada una popolazione carceraria che supera di gran lunga quella prevista da ogni singolo penitenziario. A Sollicciano, ad esempio, vi sono oltre 1000 detenuti a fronte di una capienza di 475 posti. Nel carcere circondariale fiorentino è prevista una dotazione organica del personale di polizia penitenziaria di 635 unità – occorre tener presente che la pianta organica è risalente al 2001 – mentre le forze presenti si dovrebbero arrestare a 485 unità. Inevitabilmente, con un numero ridottissimo di addetti ai controlli, i carceri nostrani sono divenuti un colabrodo. Le stesse organizzazioni sindacali hanno denunciato situazioni insostenibili dovute al sovraffollamento degli istituti di pena italiani. Relazioni sentimentali tra detenuti e operatori sanitari, spaccio di sostanze stupefacenti, traffico di cellulari e schede telefoniche e, come abbiamo visto, estorsioni. I casi che sono venuti a galla sono molti e ci devono far preoccupare. Elenchiamone alcuni. Luglio 1992, camorristi in carcere con il telefonino a Salerno; Luglio 2002, telefonini ai detenuti nel carere di Rebibbia, Roma; Novembre 2003 telefonino al boss nel carcere di Reggio Calabria; Agosto 2005, Catanzaro, cellulare a boss in carcere; Settembre 2005, cellulare all'ergastolano nel carcere di Catranzaro; Marzo 2007, telefonini e droga ai boss in carcere a Palermo; Febbraio 2008, San Vittore, droga e cellulari ai detenuti; Novembre 2008, due avvocati consegnano a un il telefonino a un cliente in carcere durante un colloquio, nel carcere di Rebibbia; Febbraio 2010, sequestrati due apparecchi, nel carcere di Torino erano usati da affiliati alla 'ndrangheta; Luglio 2010, scoperti cellulari nel carcere di Vibo Valentia; Agosto 2010, telefonini nel carcere di Marassi a Genova; Ottobre 2010, telefonini ai detenuti nrl carcere di Cosenza; Marzo 2011, Nuoro, droga e telefonini in carcere; Ottobre 2011, droga, telefonini, coltelli e finta pistola dietro le sbarre del supercarcere di Lanciano; Maggio 2012, a Messina trovato un detenuto con il cellulare; Luglio 2012, nel carcere di Saluzzo scoperti detenuti con un cellulare e una sim card; Settembre 2012, rinvenuti telefonini nel carcere di Teramo; Settembre 2012, trovato un pacco con droga e un telefonino nel carcere di Marassi a Genova; Febbraio 2013, telefonini e droga scoperti nel carcere di Vasto; Marzo 2013, trovato un telefonino nel carcere di Messina; Aprile 2013, Cagliari, un telefono cellulare in carcere. La scoperta nel braccio di alta sicurezza; Aprile 2013, San Vittore - Milano, detenuto col cellulare nella scarpa; Giugno 2013, droga e cellulari ai detenuti dei clan della sacra corona unita nel carcere di Bari. La questione dei cellulari è grave e allarmante perché ricade sulla sicurezza dell'intera nazione. In molti Paesi del mondo si sta cercando di trovare contromisure efficaci per contrastare il traffico dei telefoni cellulari all'interno degli istituti di pena. Si cerca in ogni modo di evitare che i malviventi, grazie all'utilizzo dei telefonini, possano continuare a gestire i loro affari illegali anche dal carcere. Propro recentemente è stato scoperto che i narcos amministravano i loro traffici dall'interno dei carceri brasiliani e messicani. Nelle prigioni i cellulari sono divenuti merce di scambio estremamente preziosa tra i detenuti. In Gran Bretagna, per cercare di tenere sotto controllo i carcerati, si sta sperimentando l'utilizzo di cani capaci, a quanto pare, di usare il proprio fiuto per scovare i telefonini. Nel 2007, nella prigione di Norwich è arrivato Murphy, uno springer spaniel capace di scovare cellulari. Sicuramente un metodo efficace potrebbe essere la schermatura degli istituti penitenziari e i reparti di Polizia Penitenziaria dovrebbero essere dotati di appositi rilevatori di telefoni cellulari. In questo modo si neutralizzerebbe ogni tentativo di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito. La criticità dei penitenziari italiani non può essere affrontata esclusivamente con provvedimenti svuota carceri. Si fa un gran parlare delle problematiche di coloro che devono scontare una pena, ma troppo spesso ci si dimentica dei lavoratori che operano all'interno degli istituti di pena. Risolvendo questioni di tale tenore, anche attraverso adeguati e urgenti stanziamenti finanziari, si potrebbe ristabilire l'efficienza istituzionale e la giusta serenità lavorativa degli operatori della Polizia Penitenziaria. Firenze, 29 agosto 2013 Renato Scalia

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