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LUMIA CONTRO LA CHIUSURA DEI PICCOLI TRIBUNALI

CONTRO LA CHIUSURA DEI PICCOLI TRIBUNALI
set 5th, 2013 |

tpOggi sono intervenuto al Senato per chiede al Governo di rivedere il provvedimento sulla chiusura dei piccoli tribunali. Ci sono, infatti, casi e territori dove la permanenza dei tribunali non solo è necessaria sul piano della sicurezza e della lotta alle mafie, ma anche conveniente sul piano economico.

Giuseppe Lumia

LUMIA (PD). Signor Presidente, la invito a trattare un tema molto delicato, che attiene come metodo al rapporto tra il Parlamento ed il Governo. Mi riferisco ancora una volta alla vicenda della chiusura dei piccoli tribunali.

Si sta rischiando di mettere in crisi il rapporto tra il Parlamento ed il Governo perché ci giungono notizie – vorremmo essere informati al riguardo – che il Governo sta prendendo decisioni che di primo acchito, almeno dalle prime informazioni (mi auguro di sbagliare), sono in nettissima contraddizione con le indicazioni più volte sancite con voti espressi dal Parlamento.

Le indicazioni che abbiamo fornito erano oggettive, motivate, serie e coerenti con la riforma, in grado di evitare quegli errori che paradossalmente rischiano nel saldo finale di varare una riforma sbagliata.

Per tale motivo, sul piano del metodo non possiamo transigere. Se il Parlamento, in Commissione al Senato, approva quasi all’unanimità una richiesta di proroga e, in Aula, approva un ordine del giorno dove dà un’indicazione chiara al Governo, se lo stesso avviene alla Camera dei deputati e se vi sono anche pronunciamenti formali dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione, a questo punto non so che cosa altro debba fare!

Inoltre, si pone una questione di metodo: non si può fare un blitz senza avere un’interlocuzione. Signor Presidente, come abbiamo chiesto ieri, il Ministro doveva venire qui, in Commissione o in Aula, a spiegare quali sono gli indirizzi e le decisioni del Governo prima di assumere provvedimenti ed annunciarli, invece di fare un blitz in questi minuti e prendere decisioni che peraltro, dalle prime notizie che giungono, sono in netto contrasto con il Parlamento. Anche sul merito, pertanto, è un «patatrac».

Quindi, invito fortemente la Presidenza a mettere «la schiena diritta» e a fare in modo che le prerogative del Parlamento nel metodo e nel merito siano finalmente rispettate.

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