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CROCETTA È RIUSCITO A RISANARE I CONTI DELLA REGIONE SICILIANA

Palermo, 1 giu. “Se all'inizio del mio mandato avessi detto che in tre anni
avremmo portato il bilancio della Regione in attivo, la valanga di critiche
sarebbe stata incredibile. C'era chi diceva che non saremmo riusciti a pagare
neppure gli stipendi dei dipendenti.
Siamo partiti da due miliardi in meno nel 2012 e con il consuntivo del 2015
abbiamo un avanzo di 637 milioni di euro, che vuol dire ridurre l'indebitamento
del popolo siciliano a tutela delle nuove generazioni, che non si vedranno
attribuire i debiti della mala gestione del passato. Un risultato eccezionale,
frutto del lavoro costante, di controlli e tagli di sprechi e, se mi
consentite, di attacchi alla manciugghia, quella corruzione che in passato ha
distrutto la Regione.
Se nella giunta di qualche giorno fa avessimo deliberato un disavanzo di 637
milioni di euro, immagino i titoli dei giornali in prima pagina: “Regione in
default”, con i soliti quartierini pronti ad attaccare un governo “incapace”. I
risultati positivi, invece, fanno stare zitti e la notizia che siamo tra le
poche regioni italiane che fanno utili e sanano i debiti, passa nel silenzio
generale. Abbiamo tagliato tre miliardi in questi tre anni, con la politica
delle formiche, giorno dopo giorno, convinti di poter salvare la Regione.
Ce l'abbiamo fatta.
Innanzitutto chiedendo a noi stessi rigore, iniziando un rapporto travagliato
con lo Stato che ha portato chiarezza. Il bilancio di previsione per il 2017,
si farà con la regola del pareggio di bilancio. Siamo la prima regione ad
introdurre questa regola. Al 31 dicembre del 2012, dopo cinque anni, la Regione
aveva certificato il 12,5% dei fondi europei. Adesso, in tre anni, abbiamo
chiuso la rendicontazione spendendo tutto e siamo già partiti con la nuova
programmazione. Avevamo una sanità che ci collocava tra gli ultimi posti in
Italia, adesso siamo al 9° posto, prima di tutte le regioni meridionali e
produciamo utili. Avevamo una formazione professionale piena di sprechi, ora
finalmente parte la nuova programmazione per dare più risposte alle necessità
dei giovani.
Dal 2014 il Pil non è più in perdita, nel 2015 ha avuto un incremento dello
0,4% e nel 2016 dell'1% con una crescita di posti di lavoro nel 2015 di 32.000
unità.
Al 31 dicembre del 2012 non avevamo alcun impianto di biostabilizzazione per
lo smaltimento dei rifiuti. Abbiamo costruito gli impianti di Bellolampo che
sono già in funzione e avviato le procedure per la costruzione di altri
impianti. Abbiamo gestito l'emergenza rifiuti senza che venissero invase le
strade, con la nostra caparvia, con l'impegno costante, nonostante i problemi
giudiziari legati alle scelte dei governi passati.
Abbiamo cacciato imprese mafiose che facevano affari con la Regione, ci stiamo
riprendendo i terreni rubati alla Regione e ai siciliani,  abbiamo fermato gli
affidamenti e le vendite disinvolte di beni demaniali.
Abbiamo cambiato registro.
Abbiamo sfidato i poteri forti, dimostrando che quelli dei quartierini non
entrano più a Palazzo d'Orleans.
Come sarebbe bello se oggi la politica siciliana riuscisse a fare un atto
leale di riconoscimento, dicendo “bravo presidente, bravi assessori, avete
salvato la Sicilia”. Ma la politica, in buona parte, pensa ad altro: alle
elezioni permanenti, alle conflittualità continue, al “levati tu che mi metto
io”.
Io resisto. I siciliani hanno ben chiaro tutto.
Un'ultima domanda. Chi l'avrebbe mai detto che saremmo arrivati alla riduzione
di 600 postazioni dirigenziali, un terzo in meno rispetto al 2012, quando la
Corte dei Conti diceva che erano il doppio rispetto alle altre regioni?
Fatti, non parole.
Di chi ha scelto di avere un solo padrone, il Popolo Siciliano.

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